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martedì 14 agosto 2012

Abbronzatura da paura...


impianti ILVA Taranto

"...con la diossina dell'ILVA.
Qua ti vengono pois più rossi di Milva e dopo assomigli alla Pimpa" 
                                                                                         Vieni a ballare in Puglia, Caparezza

Non c'è alcun scontro tra politica e magistratura. Non c'è alcun protagonismo da parte dei giudici. 
Ci sono invece due perizie, una medica ed una epidemiologica, depositate a Febbraio di quest'anno nell'ambito del processo che vede indagati i titolari ed i vertici dell'ILVA di Taranto per innumerevoli 
capi d'accusa.
Le perizie hanno certificato ciò che già si sapeva da decenni ossia che gli impianti delle acciaierie un tempo appartenenti all'IRI (statale) ed ora del Gruppo Riva uccidono.
Le conclusioni delle perizie, che prendono in esame i dati dell'inquinamento nel periodo 2004-2010, 
sono un pugno nello stomaco. Solo per citare un dato, nei quartieri Borgo e Tamburi che sono i più 
vicini alla fabbrica, ben 91 decessi l'anno sono attribuibili al superamento della quantità di polveri 
PM10 nell'aria. 
Oltre alle malattie per cause respiratorie, sugli abitanti dei quartieri vicini alle acciaierie risultano 
ben superiori alla media anche le incidenze di patologie cardio-vascolari e tumorali.
Ma a quanto pare al governo dei "tecnici" le perizie non interessano, così come a certi presunti sindacati che preferiscono vedere gli operai al lavoro, produttivi ed avvelenati.
Il sequestro degli impianti è invece un atto dovuto da parte del gip Patrizia Todisco, se ancora vige l'art.41 della Costituzione e se non si vuole creare un pericoloso precedente in cui si antepongono
il profitto privato e l'occupazione alla salute ed alla vita dei cittadini italiani.

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